Daniela Colonna

Contaminazioni

Tecnica mista su MDF
Cm 50 x 60
Anno 2023

“Contaminazioni”, opera dell’artista Daniela Colonna –
Il dipinto si presenta come una complessa tessitura di simboli e di metafore, in cui l’artista costruisce una narrazione visiva che va oltre la superficie pittorica.
Gli elementi naturali, posti a separazione degli edifici, fungono da mediatori tra due mondi opposti: quello artificiale e freddo dell’architettura moderna e quello vibrante e vitale della natura.
Questi spazi interstiziali, sembrano suggerire una critica sottilmente velata verso un’architettura priva di grazia, progettata esclusivamente per soddisfare le esigenze di una ristretta élite.
La natura qui non è solo un elemento estetico, ma diventa una forza sovversiva che denuncia l’aridità di un design utilitaristico.
I pennelli, accuratamente riposti in un barattolo di pomodori, simbolo di quotidianità e di semplicità domestica, diventano i veicoli attraverso cui l’artista trasferisce sulla tela sogni propri e idee condivise.
Ogni pennellata non è solo un atto creativo, ma anche un gesto rivoluzionario che trasforma il banale in straordinario: lo fa utilizzando il colore come amplificatore di visioni intime e preziose.
Questo processo creativo, apparentemente caotico, riflette una profonda ricerca di significato, un desiderio di comunicare verità nascoste attraverso la forma e la sostanza del colore.
Le ortensie lilla emergono come il fulcro emozionale del dipinto, tanto che la loro bellezza, quasi soprannaturale, possa trasmettere un senso di meraviglia e di reverenza. Queste ortensie sono così perfette da incutere soggezione, tanto da immobilizzare la farfalla che non è semplicemente dipinta, ma rappresentata in un’attesa quasi metafisica.
E la farfalla, simbolo della trasformazione e della speranza, diventa qui un emblema di sospensione di un momento di contemplazione e di aspettativa di rivelazione.
Il tema delle “contaminazioni”, questo è il titolo dell’opera, pervade tutto il dipinto, suggerendo come ogni elemento sia influenzato dagli altri e tutti insieme dalle visioni dell’artista. Questa interazione crea un ambiente dinamico e complesso, in cui ogni componente assume un significato multiplo, oscillando tra realtà e simbolo. L’artista si abbandona così a un’analisi fredda e spietata, riflettendo la durezza dei cuori degli osservatori che, immersi nella loro esistenza materiale, non riescono a concedersi spazio per una crescita interiore.
Il linguaggio cromatico utilizzato è ricco e variegato: le ortensie lilla, i peli multicolori dei pennelli, e i rossi e bianchi dei contenitori. Questi elementi cromatici sono disposti su un sottile tessuto, identificato come il “velo di Maya”.
Questo velo, concetto chiave della filosofia orientale ripreso da Schopenhauer, rappresenta l’illusione che copre la vera natura della realtà; squarciare questo velo significa raggiungere una vita non più illusoria, ma una realtà libera da queste stesse false illusioni: un momento di rivelazione legato all’annullamento della volontà di vivere che apre l’anima all’esperienza del nulla e alla privazione dei piaceri materiali.
Dietro queste contaminazioni si ergono edifici, uno dietro l’altro, illuminati da luci fioche. Simboli della banalità della vita quotidiana e delle presenze scontate, fungono da barriera al cielo; la loro presenza impedisce all’osservatore di vedere il cielo, invitandolo però a guardare oltre le sue sfumature.
L’artista, attraverso una tecnica magistrale, offre in questo modo una via di salvezza verso l’infinito, unico concetto libero dalle contaminazioni dell’anima.
Immagine che non è solo una rappresentazione visiva, ma una profonda meditazione sull’esistenza, sulla capacità dell’arte di trascendere la realtà materiale e di offrire un percorso verso una comprensione più elevata e spirituale.
L’opera della Colonna si rivela una meditazione filosofica sulla dicotomia tra il mondo materiale e quello spirituale, un invito a squarciare il velo dell’illusione e a riscoprire una verità più profonda e autentica.
Attraverso una complessa interazione di simboli e di colori, l’artista ci guida in un viaggio di scoperta e di riflessione, offrendo una visione che va oltre il visibile e penetra nel cuore della nostra esistenza.
Non mi rimane che complimentarmi con ella.

Salvatore De Pascale
[ Consulente per la Comunicazione dell’Arte ]